Biografia
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Beniamino Terraneo predilige la ripresa con banco ottico di grande formato, approfondisce le tecniche ottocentesche e si appassiona alla fotografia antica, carta salata, platinotipia, collodio umido; tra i lavori più noti : “Terre rare”, ” Carnet du Lac”, “Gli occhi della memoria”, “Giochi”. “La terra e le acque” fa parte del vasto progetto OsserVaTer promosso dalla Direzione Generale - Regione Lombardia.
La vera sfida è confrontarsi con la dagherrotipia, il procedimento presentato a Parigi da Daguerre nel 1839 e convenzionalmente indicato come l’anno di inizio della storia della fotografia.
” Sono convinto che ciò che fa la natura è ineguagliabile e il dagherrotipo è creato solo dalla luce del sole senza negativi o files da cui ricavare una stampa - dice Terraneo _ In un’epoca digitale dominata dalla fretta e dall’omologazione del gusto, andare controcorrente producendo immagini rare e preziose può essere una lezione di vita.”
Chiuso il laboratorio di Milano dove ha collaborato con i più importanti fotografi internazionali, si dedica esclusivamente alla sua ricerca e, come nell’ottocento, sulla strada del Grand Tour realizza dagherrotipi su lastra d’argento.
